2 campagne elettorali dopo riprendo quel racconto...Le ragioni e la prima parte le trovate qui, come la seconda e la terza. La quarta erà già su questo blog.
Ma ecco dove eravamo rimasti...
metaphérō. In greco sta per Io trasporto.
Tutti gli ananas che non venivano scelti per più di uno o due giorni finivano nel vicolo. Ci andavano perché il caldo tropicale non è l’elemento ideale per garantire una conservazione del frutto tale da non recare danni al corpo umano.
Oddio quella fetta d’ananas morbida è sicuramente più adatta a stomaco, reni e intestino della gran parte delle mele che oggi si trovano su altri scaffali appena scesi dalla macchina, porta dietro quando si fa inconsistente e grigia più che gialla un sapore forte migliore di quello delle grandi pere lisce riprese nelle reclame sugli schermi.
Nonostante questo se la loro digestione deve comportare alzatacce notturne per fuggire tra i campi anche sull’isola si preferisce scartarle.
E Cajun a sera, chiuso il libro mastro, sfiora con il polpastrello l’ananas e se la sua geometria perfetta si incrina lo prende per le foglie verdi e lo fa cadere di fuori, così d far felici i cani e le mosche.
Seppur senza conoscere i danni arrecati all’organismo dalle moderne tecniche di conservazione ideate per evitare che la frutta vada a male, ma solo l’improvviso obbligo di raggiungere un campo largo di notte, nonostante questo, Cajun si sentiva già come quell’ananas nel caso Lisenore non si fosse accorta di quella pregiata attenzione che le rivolgeva.
Lisenore capiva che c’era una guardinga tensione nell’aria della bottega, accadeva ogni volta da 3 mesi. Ed era davvero irritata: “Come può quel villico pensare che io tenti di intascare la sua frutta per poi uscire senza pagare? Si ferma immobile come la statua del vescovo Baltazàr di fronte alla chiesa e ti guarda, ti riguarda, vedi proprio che cerca una parola, alza una mano verso la mia busta e poi ogni volta si ferma. Ho capito che vorrebbe dirmi che sicuramente ho nascosto un sacchetto di ciliegie da qualche parte ma poi ne ha vergogna e si ferma. Eppure ogni volta è tentato, diamine che sfacciata sicurezza dei propri cattivi pensieri!”
Già il vescovo Baltazàr con la sua dizione scolpita nell’oro e nel marmo “innamorato di Cristo e della Chiesa -

Questa passione per le donne in scena fu raccontata da diversi marinai al loro ritorno a Roma e fu alquanto singolare constatare come equipaggi diversi in anni diversi raccontavano sempre la stessa versione della storia. Così monsignor Caramagna decise di inviare un fresco abatino presso la diocesi per capire cosa ci fosse di vero attorno alla storia del vescovo regista pigmalione, che dovette farsi interrogare da un novizio digiuno di letture teologali dei dotti del Pacifico.
“Forse ho esagerato – ripeteva ogni sera Baltazar a Oresia , il centurione che affondava la spugna acetata nel costato più bella mai vista sulla terra come la definì un critico teatrale – nel rispondere a quel ragazzo in modo così sprezzante sull’errore nella traduzione dall’aramaico che ci ha portato a imporre il celibato – ma che altro potevo fare? E ora lui è di ritorno a Roma e sarò scomunicato”.
Eppure una volta sciolte le gomene ogni ora sembrava essere l’ultima. Il 16 gennaio 1603 il libeccio divenne qualcos’altro e di fronte alle coste del Congo il voluminoso dossier sul vescovo Baltazar andò a depositarsi su un fondale di
Il porporato non seppe mai del naufragio e decise di rinunciare al suo incarico prima di una severa decisione del Vescovo di Roma e di uno spiacevole interrogatori per mano di più alti Uffizi.
I suoi concittadini non sapendo dell’indagine rimasero molto colpiti dalla decisione del vescovo di ritirarsi a compiere gli esercizi spirituali. Sono passate decine di anni e senza più incartamenti nessuno sa cosa fece Baltazàr in quanto non erano molto diffusi i giornali in quegli anni e nessuno si rende conto del’enigmistica origine dell’epigrafe che parla dell’innamorato si di Cristo e della Chiesa ma anche di Oresia, nascosta in quelle lettere sacre.
“Come può quel villico pensare che io tenti di intascare la sua frutta per poi uscire senza pagare?” La sfacciata sicurezza della domanda che Lisenore poneva ogni tanto la sera alla sua amica era la stessa degli occhi dei suoi concittadini, che non sapevano più leggere tra le lettere dove erano celati i sentimenti più veri.
Ogni tanto i luoghi comuni sfociano nel razzismo dei neri col basket nel sangue, degli avidi ebrei, dei romeni stupratori ultimamente.
Elliot Liebow nel 1993 in Dite loro chi io sia scriveva: "La gente è in grande prevalenza di media intelligenza, determinazione e abilità. la nostra società sarà giudicata dalla sua capacità di fornirle una vita decente, e di fornirla a quanti, per qualsiasi motivo, siano al di sotto della media".
Elliot quandi quindicenni dovranno passare per giudicare capace una società?
La precarietà è il destino dell'esistenza.
Nessuna civiltà finora si è rivelata eterna, nessuna ambizione è stata pienamente realizzata. E' questa la necessità, la fatalità della Storia, il dilemma della mortalità.
Da Il Significato della Storia
Ora dopo ora i minuti scorrono come note, in quella notte che è fatta di musica e suoni. Non solo parole per descrivere le emozioni possono bastare. Serve salire salire, salire ancora, come un sax triste che ti fa piangere dalla bellezza. Bellezza di gesti, piccole attenzioni, ricerca di momenti e distrazioni. Così tra i pini di Roma si può dimenticare il sole, il caldo, l'asfalto che fa affondare e la gola arsa per trovare pensieri più dolci.
Di cosa sto parlando? Della vita quando c'è l'amore.
Se mentre alzo il braccio per cingerti incontro il tuo, nella stessa mossa, allora è valzer.
Mentre torno a casa la luna mi schiaffeggia nella sua lucentezza. E capisco che è il fuori tuo che mi distrae, ma infine riesco a guardarti dentro. E a trovarci tutto quello che mi piace.
Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
Partendo da questa frase, col mio amico Stefano, abbiamo deciso di realizzare un video perchè così anche chi, come noi, 30 anni fa non c'era possa capire cosa è successo.
Lo trovate qui
http://it.youtube.com/watch?v=13_SN0vkQxA
il cannocchiale
quando è freddo e non sento più le dita,
ogni volta che i sogni della notte si fanno brutti
se i punti interrogativi sul futuro si fan grandi fino a farmi ombra.
Sicurezza dei sentimenti ben migliore di quella delle cose
perchè anche nei giorni di lontananza voglio averti vicina.
al di là degli orari e dei chilometri.
Posso dire “sono…” e presentarmi
Con aggettivi e abbellimenti
Ma sempre sono e quindi solo.
Poi penso ai tuoi occhi, alle mani e alal tua voce
Anche solo per telefono però la sento
E mi presento con un “siamo…” e non mi serve più nient’altro
Anche nei giorni che poco ci vediamo
da circa un anno ho un profilo Facebook, mi ha convinto la mia ragazza. Leggo in giro che l'applicazione è stata inventata per ritrovare i compagni di liceo e penso a una trovata di marketing. Ma prima trovo un amico dell'università finito in australia, e ieri mi trova un amico di asilo, elementari, medie (!!) che fa il fisico in Svizzera. Se faccio la media tra medie e univeristà allora facebook serve a ritrovare gli amici del liceo, è vero!
I figli devono educare i genitori
Franco prima fascista poi comunista convinse il padre Piero a diventare un cantore della resistenza che il 25 aprile ricorderemo.
Ma ora i figli che fanno? Si consegnano mani e piedi a un signore di 71 anni, che guiderà il paese non so come. È una scelta di corto respiro, ma forse la più adatta in questo paese pieno di giovani vecchi, come ha scritto nel 2005 Massimo Livi Bacci in un suo libro, allora è normale affidarsi a chi ci sembra un po’ il giullare e rende le cose + facili, al motto sempiterno NON PENSARCI.

Livi Bacci, che fa il demografo, nota come in Europa siamo gli ultimi a sposarsi, essere assunti fare figli…addirittura i calciatori sono + vecchi che nel resto del continente. Se non penso al doping forse per questo siamo davvero in quella che Krugman, un economista, ha definito negli anni ’90 l’era delle aspettative decrescenti. "Saremo la prima generazione che dovrà lottare per avere meno dei padri" lo dicno in tanti senza sapere di citarlo. Ed educare dando l’esempio quando l’allievo non ti può vedere come un modello invidiabile è dura… Che direbbe oggi Calamandrei figlio al papà?
Grazie è una parola che mi piace molto. E' l'incipit del post di una mia amica e senza neanke farlo apposta l'ho letto stasera, dopo aver inviato un'email in cui ringraziavo anche lei x questi 2 mesi di campagna elettorale, che sono stati bellissimi. gli ho scritto cose di cui sono convinto profondamente che spero leggerà anche chi ha attaccato profondamnete quello che mi accingevo a fare, fino a farmi piangere.
Dedicato a Francesca, stefano kge, ldb, alessandro p, irene, zipangolo,giuseppe, francesco, alessandra, simone, giacomo,rosario, antonella, agnese, francesco,lorenzo,gabriella,emilio .
Internet è un mezzo bellissimo ma potrebbe falsare la realtà, invece avete visto con i vostri occhi, con i vostri piedi appoggiandovi a transenne e scalette malferme sapete cos’è stata questa campagna. Migliaia di persone pronte ad ascoltare non un predicatore ma un politico che fa qualcosa per gli altri e che forse può cambiare il paese. Vedervi andare a Napoli, roma, bologna, milano e nelle altre province prima, scrivere pezzi che sono stati ripresi e copiati bellamente da agenzie e quotidiani mi ha scaldato il cuore, ritrovare le vostre facce i vostri accenti nei video su internet mi commuove. Venerdì a piazza del popolo la pioggia si è mescolata alle lacrime sui nostri volti non perché qualcosa stesse finendo ma perché c’era un abbraccio enorme attorno a noi che ci ha spinto fino ai seggi oggi, ne sono convinto, tutti con la mano che quasi tremava a trovare ‘sto pd sulle schede, dopo 11 anni che se ne parlava.
Siamo noi il pd. I ragazzi del sito con i nostri dialetti, lo studio, i lavori più o meno precari, il trauma iniziale per chi veniva dai partiti della fusione improvvisa. Siamo noi il partito democratico con i nostri sogni e speranze.
Perché la competenza arriva con il tempo e voi lo avete macinato, ogni giorno come un mese. So che avete retto alla grande, so che ogni foto che scorro, ogni commento lasciato, ogni pezzo ha dietro un redattore, un volontario, un redattore che diventa volontario senza turni e viceversa. con i suoi occhi la sua testa il suo impegno. Ed è un impegno meraviglioso perchè fatto non per avere il nome sotto il titolo ma per raccontare qualcosa che altrimenti sarebbe scivolato via tra le mani di giornalisti a troppe cose navigati per cogliere la bellezza di un bambino tirato su oltre le transenne, dell’imboscata di un vecchietto,delle parole di un partigiano, dei microfoni e dei teleobiettivi tenuti alti sotto la pioggia tra premi oscar, musici e gente comune. Mi è stato rimproverato + volte di voler trattare la redazione come quella di un giornale ma ne sono sempre stato orgogliosamente convinto. Siete solisti e io solo una accordatore, siete tutti primi violini. e vi voglio bene. E domani tutti a farsi il mazzo. Ma anche a divertirsi e spero ad emozionarsi. Il WV concluderebbe: insieme si può fare. E come dire di no?